Associazioni a Samugheo
Pro Loco Samugheo
Ass. Tur. Pro Loco di Samugheo
Via Nonnu Macis,17
09086 Samugheo (OR)
Tel: 3406485185
Fax: 0783\64040
e-mail: prolocosamugheo@tiscali.it ; samugheofolk@tiscali.it;
Breve Descrizione:
L’Ass.ne Turistica Pro loco di Samugheo è un’associazione no-profit, che si occupa di promuovere e divulgare gli usi, tradizioni e costumi e il turismo nel proprio paese.
Si occupa dell’organizzazione di diverse manifestazioni che hanno per scopo la diffusione dei prodotti tipici, la conoscenza dei suoi aspetti culturali e artigianali, attraverso la realizzazione in loco di mostre e spettacoli sulle tradizioni locali, nonchè attraverso corsi per i giovani di lingua, balli e musiche tradizionali.
Particolare notorietà ha raggiunto la Mostra Mercato dell’Artigianato del Centro Sardegna, organizzata in collaborazione con il Comune di Samugheo, che in estate attira migliaia di persone nel nostro paese.
Fiore all’occhiello dell’associazione è il Gruppo Folk, che, con i suoi componenti, partecipa sempre attivamente alle iniziative della Pro Loco ed esporta oltre i confini samughesi l’arte del ballo e permette di ammirare uno dei più belli abiti tradizionali sardi.
Associzione Pro-Segugio
Società Italiana Pro-segugio Sez. Provinciale di Oristano Con sede a Samugheo
In Via Veneto N° 9 09086 Samugheo Oristano
Tel. 328 4835128
Consiglieri e cariche:
Presidente Patta Antioco
Vice Presidente Deiana Antonio
Segretario Notaro Marcello
Cassiere Milia Giuseppe
Coordinatore Mura Sebastiano
Vice Segretario Milia Gianpaolo
Coordinatore Arca Vincenzo
Consiglieri Saccu Francesco
Consiglieri Macis Tonino
Consigliere Demelas Mario
Consigliere Corongiu Alessio
Revisori:
Giuliano Giancarlo
Todde Mario
Madau Costantino
Probiviri:
Tatti Paolo
Sulis Gerolamo
Lai Franco
Ass.ne Culturale Mamutzones Antigos
A.C. Gruppo Mamutzones Antigos
Via Kennedy, 35
09086 Samugheo (OR)
Tel. 0783/649057
mamutzones.antigos@tiscali.it
www.mamutzonesantigos.it
LA NASCITA. All’inizio degli anni 80, un gruppo d’amici e conoscenti, riportano alla luce, rivisitandola, l’antica maschera scomparsa del Mamutzone di Samugheo con lo scopo di apportare nuova gioia al carnevale del paese. Ad ogni nuova uscita in occasione della festa sempre più persone aderiscono spontaneamente al piccolo gruppo iniziale, composto di tre o quattro persone, indossando la maschera tradizionale che pian piano va uniformandosi fino a diventare un vero e proprio costume.
Questa iniziativa trova largo consenso tra la gente attirando, negli anni, l’attenzione di tutti i paesi circostanti.
Nasce così il gruppo dei Mamutzones Antigos.
Il gruppo costituitosi in associazione organizza ogni anno, alla terza domenica di maggio, la sagra de “Su Tusorgiu Antigu” (tosatura).
La sagra ha come obbiettivo di tramandare, in modo particolare ai giovani, un’attività legata al mondo della pastorizia, cercando di proporre fedelmente il tutto in stile antico, iniziando con l’immobilizzazione della pecora legandole le zampe per poi usare le forbici (is ferros de tundere) alleggerendo l’animale del suo pesante vello.
L’attività principale dell’associazione Mamutzones Antigos è quella di proporre la sfilata dell’antico carnevale in qualsiasi parte del mondo ove richiesti.
Gruppo Etnico Culturale Mamutzones de Samugheo
Via Antonio Gramsci, 37
09086 Samugheo (OR)
tel. 0783649237
fax. 07831920195
cell. 3288789596
mail. mamutzones.samugheo@tiscali.it
web. www.mamutzones.it
MAMUTZONES de SAMUGHEO
I‘Mamutzones di Samugheo, si inseriscono nel ricchissimo ed originale repertorio carnevalesco delle zone interne dell’isola, dove il culto della tradizione è ancora vivissimo.
Le maschere di Samugheo (Or) sono quelle che conservano maggiormente le caratteristiche da cui traggono origine. Anche se il loro significato primitivo si è in parte perduto, esse rappresentano un tempo la passione e la morte di Dionisio, dio della vegetazione, le cui feste si celebravano in quasi tutte le antiche società agrarie. Dionisio, il dio che ogni anno moriva e rinasceva, come la vegetazione, è rappresentato dalla maschera zoomorfa de “S’Urtzu”, che indossa una intera pelle di capro, con la testa attaccata. Il capro era infatti la forma più frequente nella quale il dio si manifestava. La rappresentazione della sua passione, che in tempi lontani era una cerimonia sacra, in periodo cristiano venne banalizzata e declassata a semplice maschera carnevalesca. In questa forma è giunta fino al nostro secolo. “S’Urtzu”, tenuto per la vita da Su Omadore, il suo guardiano, ogni tanto cade a terra fingendo la passione che precede la sua morte.
Le maschere dei “Mamutzones” rappresentavano invece i seguaci di Dionisio. Si vestono di pelli e nascondono il volto con un copricapo di sughero munito di autentiche corna caprine o bovine, cercano di raggiungere l’estasi dionisiaca e lasciandosi possedere dal dio per rendersi simili a lui. Ogni tanto circondano “S’Urtzu” e gli danzano intorno. Un tempo tutti i mamutzones portavano con sé un bastone avvolto di pervinca o di edera, a somiglianza del Tirso. Essendo tale strumento alquanto ingombrante, oggi viene portato solo da qualche maschera e da colui che conduce il gruppo. I sonagli hanno significato apotropaico, vogliono cioè, col loro suono tenere lontani dalla cerimonia gli spiriti del male S’Urtzu.