Cosa vedere
Tra le chiese di Samugheo meritano una visita quelle di San Mari di Abbassa, San Basilio, San Michele e San Sebastiano. La chiesa campestre di San Mari di Abbassa, situata in una posizione panoramica, fu riedificata nel 1931 per adempiere ad un voto fatto da un giovane samughese salvatosi per grazia della Madonna dalla guerra. Il primo impianto di questa chiesa probabilmente risale al XV secolo e a sua volta sarebbe stato costruito sui ruderi di un tempio pagano dedicato a Cibele.
In seguito ad una pestilenza, nel XVI secolo fu realizzata la chiesa di San Basilio, che aveva miracolato il paese debellando il male. L'edificio, di non grande pregio architettonico, riveste invece grande importanza devozionale per la popolazione, che venera ancora in maniera fervida "Basile Mannu Dottore", come qui chiamano San Basilio, santo protettore e guaritore.
Di grande interesse archeologico è la zona dove un tempo sorgeva la chiesa campestre di San Michele, oggi rudere, e che secondo la tradizione popolare sarebbe la più antica del paese. Ultima chiesa da visitare è quella di San Sebastiano realizzata tra il XV e il XVI secolo. La leggenda vuole che essa dovesse essere costruita 300 m più a ovest, ma ogni mattina il materiale edile veniva trovato misteriosamente nel sito dove la chiesa fu poi realizzata; pensando ad un miracolo del santo i lavori furono iniziati nel nuovo punto.
Chi si reca a Samugheo potrà visitare un territorio ricchissimo di reperti e siti archeologici. Il luogo più suggestivo è sicuramente quello in cui sorge il Castello di Medusa, la cui storia è avvolta nella leggenda. Esso sorge a picco sulla gola formata dal Riu Araxixi ed è interamente scavato nel marmo. Fu costruito in epoca bizantina con funzione di controllo del territorio e di protezione dai barbaricini, che spesso penetravano nelle terre della Marmilla per saccheggiarne i villaggi. Purtroppo oggi la visita è resa difficoltosa dalla vegetazione troppo fitta e lussureggiante. Secondo la leggenda il castello ospiterebbe ancora il fantasma della fantomatica regina Medusa.
Nei paraggi del paese è possibile visitare anche diverse domus de janas, tra cui quella di Spelunca Orre scavata nella trachite rosa, la tomba dei giganti Paule Luturu (i cui menhir sono stati depositati nella Casa Serra, proprietà del Comune), diversi nuraghi, dei quali merita una visita il monotorre di Perda Orrubia sulla valle del Rio Noedda, e l'ipogeo giudaico nella località di Pranu 'e Laccos risalente alla IV secolo d.C., dove si è rinvenuto un candelabro a sette braccia che ha fatto ipotizzare la presenza di una comunità ebraica nel territorio samughese. Nella zona inoltre si contano circa 700 "pinnatzusu", costruzioni a secco circolari con copertura litica aggettante, utilizzate nel passato come abitazioni e rifugi dai pastori e oggi come ricoveri per gli animali.